Il Progetto

BiodiverCity Urban Lab

“BIODIVERCITY” (CUP B47G22000090007), costituisce uno dei 28 interventi del Progetto Urbano Integrato (PUI) “Aspromonte in Città”, approvato con delibera di SM n.25/2022 ed ammesso a finanziamento con Decreto Ministeriale del 22 aprile 2022 del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’intervento, così come proposto ed ammesso a finanziamento, consiste in un’azione di sistema finalizzata a rafforzare il processo di transizione verso le città verdi e sostenibili con l’intento di avviare, con l’occasione dei Piani Urbani Integrati, un processo di rigenerazione anche sociale e culturale e prevede, tra l’altro, l’attivazione di un laboratorio permanente – Urban Lab BiodiverCity – per il coordinamento delle attività progettuali, con specifico riferimento a quelle previste negli interventi di rigenerazione urbana, nonché la sperimentazione e la ricerca applicata nel campo dei processi trasformazione e rigenerazione delle città e della loro transizione verso città verdi, sostenibili, inclusive e smart.
Con delibera di CM n.61 del 24.7.2023 è stato, in relazione a quanto sopra, approvato apposito schema di Convenzione in Accordo Quadro con l’Università Mediterranea – Dipartimento PAU, sottoscritto tra le parti in data 26.7.2023.
Il presente Piano Attuativo costituisce pertanto documento di riferimento per la sottoscrizione dell’Accordo Attuativo n.1, quale strumento operativo previsto dall’art.4 della Convenzione in Accordo Quadro sottoscritta.
Come previsto dall’art.6 della Convenzione, durante l’esecuzione delle attività previste nel presente Piano Operativo, potranno essere concordate variazioni, modifiche ed integrazioni alla luce di eventuali necessità e/o opportunità sopravvenute, nonché di eventuali proposte avanzate dal Comitato d’Indirizzo di cui all’art.11 della Convenzione.

Quando il patrimonio vegetale è ingente come nel caso del territorio della città metropolitana di Reggio Calabria, diviene tanto più necessario dotarsi di principi, politiche, protocolli che consentano di rendere efficace l’azione pubblica di concerto con le energie private. La Città Metropolitana presenta un sistema territoriale complesso con differenti ambiti e contesti dal punto di vista morfologico, insediativo e dello sviluppo economico. Aspetti complessi e interrelati che possono essere governati da una attenta progettazione per consentire una visione organica e un obiettivo più ampio, a partire dalle preesistenze verdi e la creazione di una vera, articolata infrastruttura ecologica, raccordando reti ecologiche esistenti e programmate con le reti ecologiche urbane e i giardini privati, le aree pubbliche, gli spazi incolti per riuscire a creare un nuovo equilibrio tra luoghi urbani e territorio metropolitano. Reggio Calabria è l’unica città metropolitana italiana e europea che ricomprende al suo interno un parco nazionale, il Parco Nazionale dell’Aspromonte, di oltre 65.000 ettari, che costituisce una delle cinque zone territoriali omogenee individuate dallo Statuto della città metropolitana. Le acquisizioni concettuali portano a confermare che la città metropolitana deve assumere un importante ruolo nel favorire la presenza del Parco e dare attuazione al progetto “Rete Ecologica Provinciale” parte integrante del PTCP, che prevede misure per il continuum ecologico, permettendo la messa in rete di spazi vitali nella convinzione che la conservazione nel tempo della biodiversità non può essere affidata alle sole aree protette ma risulta indispensabile un’azione complessiva sull’intero territorio con specifici interventi sulle aree urbane. La riforma che ha introdotto le città metropolitane presuppone un nuovo modo di intendere i ruoli urbani e il territorio di appartenenza; non a caso si sono sostituite le parole come competizione, crescita, con parole come coesione, sviluppo. Infatti, le linee di indirizzo programmatico della Città metropolitana prevedono di strutturare una proposta unitaria d’interesse per il territorio a partire dal progetto “Aspromonte in Città”. Tale progetto nasce con “l’obiettivo di strutturare una rete di spazi verdi, interconnessi nelle zone rurali e urbane, dall’Aspromonte alle coste, che congiuntamente migliorino lo stato di salute e la resilienza degli ecosistemi montani e collinari, contribuiscano alla conservazione della biodiversità e avvantaggino la popolazione umana attraverso la conservazione e il miglioramento dei servizi ecosistemici”. In questo contesto si inserisce la creazione e l’attivazione dell’Urban Lab BiodiverCity, un modello di laboratorio permanente di attività, sperimentazione e ricerca dedicato all’ideazione e realizzazione di pratiche ed eventi finalizzate alla transizione ecologica per creare naturalità e nuova vita economica e sociale nei luoghi della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Per quanto in premessa, e in normativa, e per le ricadute sul territorio, la Città Metropolitana ha un ruolo chiave per il successo del PNRR ed è chiamata ad aderire al nuovo approccio necessario per la realizzazione di obiettivi intermedi e di lungo termine da realizzare su singole linee di intervento, sulla base sulle spese correttamente rendicontate ma soprattutto sulle performance ottenute. Questa condizione richiede una capacità di progettazione e di governo della trasformazione superiore a quella precedentemente richiesta per accedere ai fondi strutturali tradizionali. Gli enti locali sono tenuti a misurare con precisione l’impatto sul territorio derivante dalle azioni previste e finanziate dai bandi attuativi del PNRR, in particolare per gli esiti della rigenerazione urbana e il Piano Urbanistico Integrato.
Il Laboratorio Urban Lab BiodiverCity nasce per favorire la missione principale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quella di dare un impulso sostanziale al rilancio della competitività e della produttività del Sistema Paese – che presuppone “un intervento profondo, agendo su alcuni elementi chiave” del sistema economico – e per comprendere, diffondere e promuovere il ruolo che Città Metropolitana e i suoi territori possono svolgere in questo atto di ridisegno. Il Laboratorio rappresenta l’elemento innovativo compreso nelle opere del PUI e sarà strutturato come potenziamento del Laboratorio integrato per l’Area dello Stretto per lo sviluppo del territorio (LASTRE) del Dipartimento Patrimonio Architettura Urbanistica (PAU) e del Laboratorio di meccanizzazione agricola e alimentare del Dipartimento di Agraria che dispongono già di professionalità, competenze, strumentazione e spazi adeguati.
Il Laboratorio, inoltre, permetterà di sperimentare teorie e criteri fino ad oggi formulati verso l’affinamento di processi più idonei di quelli finora adottati che includano tutte le fasi operative legate alla sostenibilità della città, dagli aspetti progettuali partecipati, da quelli decisionali a quelli gestionali-attuativi.
Inoltre, elaborerà proposte caratterizzate dalla presenza di soluzioni ecosostenibili, elementi di infrastruttura verde, Nature Based Solutions, depavimentazione e valorizzazione ecosistemica delle aree, innovazione tecnologica e manufatti tipologici. Infine, si occuperà di “individuare e sperimentare modelli e strumenti innovativi per la gestione, l’inclusione sociale e il welfare urbano nonché processi di condivisione e partecipazione, compresi gli interventi di recupero. Gli interventi e le misure proposte dovranno mirare a soluzioni durevoli per la rigenerazione del tessuto socioeconomico, migliorando la coesione sociale, l’arricchimento culturale, la qualità dei manufatti, dei luoghi e della vita dei cittadini, in un’ottica di innovazione e sostenibilità, con particolare attenzione agli aspetti economici e ambientale, senza consumo di nuovo suolo, salvo eventuali interventi di densificazione.
Il Laboratorio sosterrà, attraverso linee di indirizzo, gli interventi ammessi a finanziamento che dovranno dare nuova linfa al tessuto socioeconomico di questi luoghi attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici, la rigenerazione del patrimonio storico-architettonico unitamente all’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali che creino occupazione sul territorio. Inoltre, mirerà a rafforzare l’identità dei luoghi, migliorare la qualità del paesaggio, la qualità della vita e il benessere psicofisico dei cittadini.
Un ulteriore aspetto è quello di fornire una nuova visione dedicata alla promozione delle attività educative, al fine di diffondere una rinnovata consapevolezza ambientale e paesaggistica e valorizzare il ruolo di risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali sviluppate, sperimentate e sedimentate nel corso dei secoli.

Le attività previste dall’Urban Lab BiodiverCity vertono tutte sull’ottimizzazione del risultato atteso, configurando il come incubatore ed ottimizzatore di obiettivi,
Partendo dalle azioni proposte dal progetto il laboratorio, una volta a regime, proporrà dei principi utili per la messa a sistema degli interventi proposti dal PNRR, focalizzandosi su:

  • Potenziamento e creazione dei raccordi che connettono nella rete aree o corridoi di interesse naturalistico (raccordo di rete, segmento). Si tratta di comprendere anche aree maggiormente antropizzate nelle quali la tutela è rivolta prevalentemente a impedire ulteriori depauperamenti e consumo di suolo e a mantenere i varchi residui esistenti necessari al funzionamento della Rete Ecologica.
  • Realizzazione o potenziamento dei cunei che connettono la rete ecologica territoriale con la rete ecologica urbana.
  • Potenziamento della rete ecologica urbana di connessione tra i corridoi ecologici locali e aste o aree diffuse per garantire la funzione di connessione tra le parti (suoli permeabili diffusi, dotazione arborea di spazi aperti pubblici e privati, viali alberati). Completamento di aste di raccordo, anche costiere. Per garantire una sufficiente biodiversità nella componente vegetale urbana occorre migliorare le condizioni generali di impianto, in modo da consentire l’impiego di una gamma di specie quanto più vasta possibile, utilizzando l’esperienza di tecnici ed operatori della filiera, conoscitori delle specie e le cultivar più idonee all’ambiente in cui operano.
  • Potenziamento della superficie delle “core-area” urbane. Approfondire l’analisi degli spazi aperti e del verde pubblico e privato, al fine di definire nuovi indirizzi e criteri per potenziare le aree verdi urbane (Implementare nuovi parametri dimensionali per definire le core-area urbane).
  • Rinaturalizzazione delle aree di pertinenza di edifici con funzione pubblica. Progettazione integrata degli spazi aperti degli edifici con funzione pubblica con criteri ecologici ai fini del loro inserimento nel sistema del verde urbano esistente, per costituire elementi integrati della rete ecologica urbana. Potenziamento dell’agricoltura urbana e peri-urbana, promuovendo la realizzazione di orti urbani e la trasformazione di cortili scolastici, universitari e ospedalieri in oasi verdi, aumentando anche le superfici dei tetti verdi.
  • Riduzione aree impermeabili. Rinaturalizzazione di siti che per differenti cause analizzate hanno perso i loro caratteri di naturalità, permeabilità, biodiversità. Le linee di azione sono identificabili con interventi tesi a ridurre le superfici impermeabili, con la demolizione degli ampi piazzali realizzati in cemento o asfaltati con il ripristino del suolo agrario e la rimodellazione dei luoghi con la realizzazione di terrazzi, linee di compluvio e di displuvio. Margini di innovazione sono riscontrabili nella possibilità di realizzare sperimentalmente sistemi di raccolta delle acque (laghetti, bacini, cisterne) utilizzabili a fini irrigui per estendere la superficie agraria irrigua.
  • Proposte di valutazione economica dei “servizi ecosistemici” in ambiente urbano. La consapevolezza del valore complessivo del verde può essere di supporto per compiere scelte e per comunicare la consistenza di un patrimonio collettivo, nonché per agevolare la costruzione di strumenti per la programmazione, la pianificazione e la progettazione di politiche ed interventi finalizzati a rendere gli ambienti urbani e peri-urbani più sostenibili e resilienti.
  • Promozione di idonei interventi di manutenzione e cura del verde, che promuovano il giusto equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica, oltre che tutelare la sicurezza degli operatori e dei cittadini, limitando gli impatti negativi causati da una errata gestione o uso improprio di macchine ed attrezzature e per supportare il lavoro degli operatori.
  • Eliminazioni delle isole di calore in aree urbane. Riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree verdi esistenti e il recupero delle aree degradate, anche attraverso interventi di depaving e la creazione di rain garden. Creazione di una rete di aree permeabili, drenanti e se possibile anche di convogliamento e raccolta delle acque piovane, anche da riutilizzare a fini irrigui nei periodi di prolungata siccità. Aumento della permeabilità dei suoli metropolitani, promuovendo la demineralizzazione di superfici pavimentate con l’utilizzo di “Nature Based Solutions” all’interno di aree commerciali e industriali. Queste aree, più di altre in ambito metropolitano, devono essere esteticamente migliorate attraverso la realizzazione di nuove aree verdi, in quanto spesso caratterizzate da suoli nudi, abbandonati o degradati.
  • Promozione di iniziative volte alla sensibilizzazione e diffusione delle conoscenze sulle varie funzioni e attività svolte dal verde pubblico, che prevedano il coinvolgimento del cittadino, comunicando gli interventi più rilevanti dalla manutenzione, al risanamento, nuova progettazione, ecc.), al fine di sensibilizzarne la visione ecologica.

Il Laboratorio, che può essere considerato come un organismo della Città Metropolitana creato in alleanza con il Dipartimento PAU dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si occuperà di svolgere, nella prima fase di costituzione e di avvio, le seguenti attività:

  1. Attivazione dell’Urban Lab Biodivercity, quale luogo di confronto, scambio, condivisione di idee e disseminazione della cultura del verde e dei temi riferibili alla transizione ecologica;
  2. Costruzione di possibili modelli di gestione sostenibile degli interventi previsti dal PUI, con particolare riferimento all’accessibilità ed all’utilizzo da parte dei soggetti più svantaggiati della popolazione;
  3. Costruzione di un quadro complessivo degli interventi già ammessi a finanziamento in ambito della rigenerazione urbana sul territorio metropolitano;
  4. Creazione di una progettualità complementare che rafforzi l’efficacia degli interventi migliorando il loro impatto con specifico riferimento alla qualità della vita dei cittadini e, soprattutto, delle fasce di popolazione più svantaggiate;
  5. Costruzione di un quadro di indirizzi che integri e completi i servizi ecosistemici esistenti con gli interventi finanziati e che eviti la perdita di quelli esistenti;
  6. Costruzione di un quadro interpretativo dei sistemi ecosistemici del verde urbano dei comuni della Città Metropolitana;
  7. Realizzazione di Linee Guida per la definizione dell’architettura verde delle Città e dei centri minori;
  8. Azioni di sensibilizzazione dei temi della natura in città e dei valori della biodiversità e della sicurezza anche in relazione all’adattamento della città ai cambiamenti climatici;
  9. Formazione, anche tramite scambio di buone pratiche, di professionalità di eccellenza nel campo della trasformazione verde dei centri urbani;
  10. Attività di elaborazione di nuova progettualità per rendere compiuta l’idea di progetto dell’infrastruttura territoriale della Città Metropolitana e di predisposizione di linee di indirizzo per la creazione di principi e criteri comuni e condivisi destinate ai comuni del territorio, per indirizzare le ulteriori azioni da intraprendere.

Nella fase successiva, una ulteriore attività potrà essere dedicata alle Indirizzo e linee guida per la realizzazione del piano del verde per i comuni della città metropolitana.

I risultati delle attività condotte in questa fase confluiranno nei deliverable confluiranno nei deliverables, per come sotto riportati, che si concentreranno su tutti gli interventi necessari alla rigenerazione urbana attraverso il recupero, la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione ecosostenibile delle aree pubbliche anche nell’ottica di favorire l’inclusione sociale, riducendo l’emarginazione e il degrado sociale.

  1. Report delle attività laboratoriali in sede e sul territorio. I forum saranno tenuti nei territori delle zone omogenee della città metropolitana: Reggio Calabria, Area Grecanica, Piana di Gioia Tauro, Locride, Aspromonte attraverso lo scambio di esperienze, incontri con Assessori al ramo, tecnici, progettisti, Associazioni;
  2. Repertorio di principi e criteri comuni e condivisi destinate ai comuni per la gestione sostenibile degli interventi soprattutto nella rete dei centri minori della Città Metropolitana;
  3. Quadro interpretativo sotto forma di documenti, grafici e materiale informatizzato per fornire quadro conoscitivo dell’apporto integrativo dei progetti del PUI rispetto ai servizi ecosistemici esistenti nella Città Metropolitana;
  4. Forum di formazione per gli uffici tecnici comunali, i professionisti del territorio e gli Amministratori per la ricerca e definizione di tipologie e linee comuni di progettazioni e realizzazioni. Comunicazione del progetto ai fini della sensibilizzazione dei temi della natura in città e dei valori della biodiversità e della sicurezza rispetto all’adattamento della città ai cambiamenti climatici;
  5. Attività di disseminazione e divulgazione della ricerca e del progetto, attraverso l’analisi delle principali best practice in tema di UrbanForestry;
  6. Atlante-manualeServizi ecosistemici del verde urbano nella città metropolitana di Reggio Calabria. Per una pianificazione, progettazione e corretta gestione dell’architettura verde in città”. Il Delivery nella prima fase sarà costituito dall’atlante del patrimonio di essenze e alberi che ben si adattano alla progettualità espressa dai comuni sul PUI che conterrà le valutazioni in base alle caratteristiche morfologiche, volumetriche e prestazionali del repertorio vegetale;
  7. Repository Smart per la Progettazione e gestione del verde urbano in ambito mediterraneo. Repertorio di progetti esemplari e best pratices. Focus sulla riduzione dei costi di impianti e delle manutenzioni stagionali e del corretto utilizzo della risorsa acqua, per l’architettura verde in città;
  8. Predisposizione di linee di indirizzo per la creazione di principi e criteri comuni e condivisi destinate alle Amministrazioni in risposta alla futura programmazione per rendere compiuta l’idea di progetto dell’infrastruttura territoriale della Città Metropolitana.

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m² di area rigenerata per migliorare gli spazi urbani e la qualità della vita

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Persone coinvolte nelle azioni di trasformazione urbana e sostenibile

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MWh/anno di energia rinnovabile per una città più verde ed efficiente

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Milioni di euro investiti per un sistema di trasporti sostenibile e innovativo

Ultime news

Progetto realizzato nell’ambito del Piano Urbano Integrato “Aspromonte in Città”. Investimento 2.2 Missione 5, Componente 2 (M5C2) del PNRR. Progetto BiodiverCity CUP B47G22000090007