LA RETE ECOLOGICA PERIURBANA

LA RETE ECOLOGICA PERIURBANA

La frammentazione dei legami verdi tra la rete ecologica periurbana, sottoinsieme della rete ecologica territoriale e l’area periferica, rappresenta uno dei primi ostacoli alla continuità ambientale, necessaria affinché i servizi ecosistemici riescano a dare il proprio contributo in modo uniforme ed equo. Ci riferiamo alla fascia che comprende il margine tra area periferica e area periurbana, una zona di transizione che si sviluppa tra l’ambito urbano consolidato delle periferie e le aree meno urbanizzate o rurali che caratterizzano la fascia periurbana.

Questo margine assume particolare importanza nella pianificazione territoriale e nello sviluppo sostenibile, poiché rappresenta una porzione di territorio soggetta a forti dinamiche di trasformazione. Costituisce una fascia caratterizzata da un mix di funzioni tipiche dell’ambiente urbano (residenze, attività commerciali e infrastrutture) e dell’ambiente rurale (spazi agricoli, aree verdi e insediamenti sparsi).

È una zona spesso ibrida, dove le infrastrutture urbane si diradano lasciando spazio a un paesaggio più frammentato, con insediamenti sparsi, lottizzazioni isolate e aree vuote o sottoutilizzate. È chiaro che, come punto di incontro tra la città e la campagna, questa zona svolge un ruolo cruciale nella conservazione del paesaggio e nella protezione degli ecosistemi locali, poiché le pressioni urbane possono comportare una riduzione delle aree verdi, un incremento dell’inquinamento e la perdita di biodiversità.

Diventa importante quindi, salvaguardare le core areas esistenti, programmando interventi a seconda dell’ambito geomorfologico e sociale in cui si trovano, incrementarne di nuove per evitare la nuova edificazione e ripensare con le stesse finalità le aree di frangia, spazi che si prestano alla progettualità più ampia e che accompagnano altri elementi di connessione come le aste fluviali, corridoi di altissima naturalità.