ABACO DELLE SPECIE
La costruzione di una rete ecologica metropolitana è un processo che, per essere credibile e funzionale,
deve fondarsi su una conoscenza approfondita e multidimensionale delle specie vegetali che ne
costituiscono l’ossatura. Parlare di vegetazione arborea o arbustiva in questo contesto non significa
richiamare soltanto la dimensione estetica o ornamentale, né limitarsi a un inventario botanico.
Ogni pianta porta con sé una storia ecologica, una capacità adattiva e un insieme di funzioni che si
proiettano direttamente sulla vita quotidiana delle comunità e sulla qualità complessiva dell’ambiente
urbano. In altre parole, la scelta di una specie vegetale equivale a definire, il destino di uno spazio urbano o
periurbano, incidendo sul microclima, sull’area che respiriamo, sulla gestione delle acque, sulla percezione
dei luoghi e persino sui costi di gestione e manutenzione.
L’abaco delle specie, sviluppato nell’ambito del laboratorio di ricerca BiodiverCity, nasce da questa
esigenza di chiarezza e sistematizzazione. Non si tratta di un semplice repertorio di schede, quanto invece
di un vero e proprio atlante ecologico dentro l’atlante ecosistemico che accompagna il lettore nella
comprensione delle relazioni tra specie e contesto e lo fa utilizzando un linguaggio comune e condivisibile
a progettisti, amministratori e comunità locali assumendo cosi una funzione strategica che si manifesta in
uno strumento capace di ordinare e standardizzare informazioni complesse del mondo vegetale,
mettendo in relazione dati botanici, ecologici e tecnici con criteri pratici per la selezione delle specie. Esso
non si limita a dire “quale pianta”, ma suggerisce anche “dove” e “come” collocarla unitamente alla
traduzione di parametri ecologici e funzionali in indicatori sintetici: capacità di stoccaggio del carbonio,
abbattimento del particolato atmosferico, resistenza alla siccità, tolleranza all’inquinamento e rischio di
allergenicità.
Un altro aspetto da sottolineare è la funzione comunicativa dell’abaco che adotta un linguaggio simbolico
immediato, capace di restituire in forma grafica concetti già espressi precedentemente come ad esempio la
persistenza fogliare, la capacità di abbattere polveri sottili o ancora la suscettibilità agli allergeni,
permettendo così di raggiungere non solo gli addetti ai lavori, ma anche un pubblico più ampio. Ciò è
particolarmente rilevante in un momento in cui la partecipazione delle comunità locali ai processi di
pianificazione ambientale è riconosciuta come un valore imprescindibile.
In sostanza l’abaco costituisce un lessico condiviso della Rete ecologica metropolitana, che mette in
relazione biodiversità, pianificazione urbana e qualità della vita.
























